Da un po’ di tempo, su un paio di siti che gestisco, si è presentato un problema con la visualizzazione dei report delle statistiche riguardanti i tempi di permanenza medi sulle pagine registrati con php-stat.  I tempi di permanenza medi, risultavano falsati da un dato evidentemente errato, che chissà come è stato registrato nel Db.

Chiunque riscontrasse lo stesso problema,  può risolvere semplicemente in pochi minuti:

1) da php-stat controllate all’interno della sezione “Tempi di permanenza” quale pagina presenta il dato errato.
2) da phpmyadmin o dal vostro programma di amministrazione del Db preferito, eseguite una query sulla tabella php_stats_pages, sulla pagina con il problema
3) sostituite con un dato di massima, o eliminate il record che presenta il problema

Non sono mai stato un estimatore di Ajax, sopratutto per le difficoltà legate all’accessibilità dei contenuti gestiti tramite Javascript.
Purtroppo (o per fortuna?) i trend spingono in senso contrario e mi costringono ad approfondire, o per meglio dire ad imparare, questa tecnologia.

Mi ritrovo tra le mani una copia del libro “Sviluppare applicazioni web 2.0” di Christophe Porteneuve. In copertina si legge:

SCOPRIRE
la capacità di interazione e le possibilità comunicative del Web 2.0

IMPARARE
a usare AJAX per migliorare e velocizzare l’esperienza utente

Voglio cominciare un esperimento, sulla falsa riga di qualcosa che ho letto recentemente in un altro blog: il libro è composto da 9 capitoli. Un capitolo alla settimana per 9 settimane (Vacanze di Natale e Capodanno escluse, naturalmente!).
Al termine di ognuno scriverò un breve riassunto corredato da qualche esercizietto di esempio, perché mettere nero su bianco mi ha sempre aiutato a riordinare le idee, e perché non si sa mai che non possa tornare utile in futuro; a me, o a qualcun’altro.

Da un mesetto circa sto provando un po’ di tool per lo sviluppo di interfacce grafiche in Python. Cercando un’alternativa a Boa e WxGlade sono incappato in un progetto che, anche se in fase embrionale, mi è piaciuto: VisualWx.

A volte il look’n feel conta più di tutto il resto.

Qui il Wiki (in Italiano) del progetto.

La notazione polacca inversa (RPN) è una sintassi utilizzata per scrivere formule matematiche. Sostuisce all’uso delle parentesi e delle regole sulla precedenza degli operatori della notazione infissa una forma postfissa, ovvero che post pone agli operandi gli operatori. Ad es:

5 * 2 corrisponde a 5 2 *
(10 * 6) + 4 corrisponde a 10 6 * 4 + oppure 4 10 6 * +

Come piccolo esercizio per un esame ho scritto questo semplice parser RPN, che fa uso delle pile per sviluppare la formula matematica:

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