Nov
30
A distanza di due giorni dal mio post in cui lamentavo più o meno velatamente la mancanza di investimenti da parte delle aziende nell’ambito informatico, è comparso su Punto informatico un articolo di Giuseppe Cubasia che propone qualche riflessione sulle condizioni di lavoro (dal compenso salariale all’importanza di vedere riconosciuto il valore del proprio operato) in cui versa la maggior parte degli informatici in Italia.
Ciò che mi preoccupa è la reazione della comunità: laddove non sia inesistente, è il solito piagnisteo all’italiana sul mancato riconoscimento della professione e l’assenza di un albo degli informatici.
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